04/09/18

Il calor pomeridiano bacia le gote

memorie di casa e primavera riporta

aria fresca profumo d’autunno

foglie cadono come coperta sul suolo.

Sento il silenzio dilagare nelle Langhe

il quieto posar dei cuori affranti

trattori rientrar dopo raccolta

e molte braccia stanche.

Qual misterioso legame

colli e vigne, forse

abbondanza, colline ricamate

chi parla col vento sale e nuvole sparse.

Estate accompagna al riposo

un sospiro dopo le fatiche posa

se ora non nasce nulla almeno gioia

cammini spogli e un lontano profumo di mimosa.

01/09/18

Via di Pre’, molti sguardi attenti,

un cane, mondo esotico,

sospetti e sorrisi

in bar litigi, “voglio i soldi”,

una birra, due, scalinate del duomo

l’underground, anarchia

ancora litigi, una donna contesa

troppa droga, è temporale

allaga, butta a terra, immobilizza

cosa nascerà da sotto il suolo?

Divertimento poi un viso cupo

apre gli occhi

cani giocano, litigi, urla

risate, libera prigionia;

vicino l’aquario a riparo,

molti nella puzza

al risveglio dietro la colonna l’afflitto cerca pace,

ancora litigi, “perché non vai a respirare la montagna?”

“no, voglio morire”.

Cosa sta crescendo sotto terra?

Ora, naturale decomposizione

ognuno vuole, desidera e crede,

fuori o dentro è un cambio di prospettiva.

Il dialogo è possibile.

24/08/18

Venne così irrorato il silenzio

dei suicidi di troppo affanno

trovarono acqua dietro al corpo

volevano inseguire un fiammifero che si consuma,

caddero come cenere dopo il fuoco.

Lunghe son le strade battute da zoccoli lontani

nitriti riecheggiano sopra i campi,

preservate son le storie antiche

conoscenze tramandate

e non ve’ modo di trasformare le colline.

Oggi tacchi percorrono goffi

chi si schiva al riparo dalla pioggia si trova vicino

lo schifo della vostra umana natura svanisce

lampante si fa il ricordo che vaga nella memoria,

gli edifici trasudano, trasmettono immagini del passato

Rinascimento e contraddizioni svelano.

28/08/18

Vestivo restio soffice nella candela

miele scioglieva le sere

ridondante il parlare schivo

sotto pini l’aprir meco chino

incalza e con l’aria un sospiro.

La fatica del contadino

non vien capita

veste stretto il nuovo

larghe son le valli dei pescatori

vicino al banco raccontano ornatori

la strada traspare popolar simposio

mondi nuovi dentro le montagne

oltre i sentieri s’apron vaste

dal bianco affettar, edifici

stupore il rivelare, segreto rimane

la frana e un occhio modellarono

come pioggia e vento un tesoro posarono.

Cinque inchiodate al muro

di selvaggio un ricordo

spoglio flebile l’orgoglio

tutto rivela il mutare

un mare vero e duro

autonoma paura non ve’ piu’

l’isolamento s’espande

e nuovi centri di controllo oscuro.

26/08/18

Terra polvere sparsa, sono

ovunque su sedie e asfalto

tenere due semi lune fremere

compensa l’andar un sorriso tenta

tentenna decisione parente riserva

volubile foglia cangiante colore

fra mani antico foglio

di inizio lacrime spoglio

desiderio tien seduto

muto sull’agir imperituro

china su fili e s’alzano visi.

Lesti passi danze

mosse quelle movenze

cambiasse accordo la massa

qualche spoglio ritornasse,

visione fuga nel calesse,

asciuga sete bocca di fragole sospesa

rapido muove fremito

limpido veste l’omuncolo

investe mare colmo aspetta

dietro tende segreto rimase

vetusto remare palustro

scocca sul viso tacito

ricurvo nel vivido spino.

Convivono due, tanti

fagocita bacolo

peccato no giudizio

manca il pensiero stanca in trappola

incudine la scintilla

brilla su aria scapola

mira abbandono ascolta

setola chiude cieco e vede

volere posa in limiti discende

tremiti da pioggia fredda

calore riprende nel sole aspetta.

17/08/18

Lieta la notte passava

onde ricordavano gocce di sale

rocce arginavano e cantavano grilli

in lontananza luci di case,

contarono le dita , si scopri’ che

gli anni non sono distanti,

mossi sul tempo ma sempre qua siamo

giriamo per ritrovarci e respirare.

Vi ho visto litigare per un possesso

illusi che nulla potrà mai cambiare

voi due a cercare l’uscita dal vortice

remavate in direzioni uguali e contrarie,

invano l’uomo cadde nell’odio di sé

la donna cercava spiragli nel cielo

un altro giorno e sempre gli occhi a tacere,

i pescatori sull’ormeggio, una bicicletta ed il sole.

Sul cemento un fiore s’abbronza disteso

la candida pelle che muta è appassita,

in tanti a solcare acque sporche di fogna

ma non si vede che il bello ed i sorrisi scambiati,

accarezzare le mani di chi non hai baciato

sapere che c’è il modo di ingannare ideali

aspettare che l’ombra si muova per spostarsi

guardarti andare via a passi lenti sul prato;

veloce è il momento che sfugge come un pesce

nelle reti non quello, noi intrappolati,

boccheggiando in una vita che non c’appartiene

a galla i desideri ci controllano fragili.

Vola alta nell’azzurro tu stella scompari

il tuo ricordo turba e va bene così

mi chiedo che cosa rimanga

forse un’impronta sul letto del fiume.

13/08/18

Il tempo si è fermato sugli scalini del duomo

i colori della festa, giullari e baldacchini,

busti senza volto si specchiano

bandiere sui fili, la famiglia con l’oro vegetale.

Le persone guardano piccoli frammenti,

apparenze, assistono solo allo spettacolo,

le scelte non espresse intanto crescono sotto terra

cercano il collegamento con il tocco del corpo,

il movimento si ferma nel respiro solitario.

L’ombra mi protegge da ciò che la luce vuol mostrare

dal dubbio allontana

ma una creatura tale non può che giudicare

se appena nasce apre gli occhi per vedere,

allora non muovetevi più con il riso di chi non comprende

fermatevi ad annusare l’odore di chi non ricorda

ascoltate chi non vede solo il Dio della luce,

chi ha trovato l’amore nelle tenebre,

mistero incompreso.

A volto coperto cammini nella notte,

passeggero d’un miraggio.

03/08/18

Maestosa valle di transumanza e scambi antichi

natura manifesta la sua forza nelle inospitali aspre vette

respiro infinito incontaminato e selvaggio

lo scontro eleva alla comprensione, melodia di brughiera

impotenza sublimata dalle nere nuvole di pioggia:

scendendo fra la gente percepi’ l’umana sofferenza.

Ti ho vista incatenata, tu Aquila non volasti quel giorno,

la terra chiese indietro le rocce

e i corpi di chi nel sonno rimase a volteggiare,

la pressione fu alta, rapida manco’ ed il suolo già barcollava,

urla, grida, suoni d’ambulanza,

speranza di tacere quel tumulto

le lacrime sgorgavano più delle fonti copiose,

ciò che prima c’era mai più tornerà

la fragilità non verrà facilmente dimenticata.

Molti si strinsero, aiutarono spinti da naturale empatia

ma anche nella tragedia mangiarono dal piatto dei poveri,

ladri ieri come oggi, nove anni,

ovunque macerie, un grande cantiere,

edifici testimoni di devastazione e avidita’.

Ora, poco a poco le strade si ripopolano

voci sussurrano e la memoria viene taciuta:

risorgete dalle ceneri,

non dimenticate che la calamità vi ha reso uguali,

ritornerà vita sopra questo grande cimitero.

27/07/18

Qualcuno si definisce controcorrente, innovativo, si parla di social networks, soldi, guadagno, sempre di più, allora mi chiedo: ” ma di che innovazione state parlando?”. Siete completamente dentro l’ingranaggio, omologati senza esserne consapevoli. Mi dispiace sentire tutti questi discorsi, guardare chi si cimenta nel fare soldi vendendo non solo prodotti o servizi banali ma anche distruttivi poiché rovinano la vita dandone una visione materiale alle persone e soprattutto ai giovani e piccoli che si perdono in un finto divertimento che puzza. Aprite gli occhi, dov’è l’umanità? La donna , l’uomo ? non tirate in mezzo gli elementi, dite “contro corrente”, ma quale corrente , quale acqua, voi siete nell’ingranaggio. Grande dissenso nell’osservare tutte queste persone in giacca e cravatta, chi in vacanza, chi per informarsi o chi per lavoro, vestite bene, parlare di futuro, un futuro loro, ghettizzato, elitario, come se fosse collettivo. Capite che tutto ciò è una perdita dell’essenziale, del contatto fisico, così importante; siamo automi di un sistema che pensiamo di controllare.

Speranza in chi sguazzando in questi ambienti cerca un briciolo di lucidità, schiocco di dita che sveglia da un sonno ad occhi aperti. Dove porta il guadagno? Se lo spirito non viene cercato crederai che tutto finisce in questa vita e quindi nella tua di vita. Ma riesci a vedere la Natura? la ciclicità delle stagioni? Guarda le contraddizioni che siamo costretti a subire, ammirare dei liberi girasoli che però essendo sfruttati da noi sono tutti in fila, ordinati, pronti a produrre. Ecco noi siamo come questi campi, colorati, con un enorme potenziale ma tristi con la testa in giù che neanche il sole riesce a rialzare.

01/08/18

Popoli, abbondante d’acqua sorgente

fresca nel torrido agosto di luoghi lontani parli

accompagni chi passa o passeggia

il colore cristallino e’ veggente

sole rende noti i fondali,

il cielo tocca e il lago assaggia

morbidi muschi s’accendono, luci spente

l’umidità entra come sguardi tra vicoli

l’aria propagata fra le bocche è naturale alchimia.

Qualcuno vuole confini meschinamente

seguire principi rigidi, imporre vincoli

non si accetta che la dolcezza scivoli via,

ora inpone questioni l’orizzonte, riflette lucidamente

un tavolo, un bicchiere di birra discorsi fra simili

c’è chi ragiona e vede negli occhi empatia,

cultura del passato conosciuta nelle storie della gente,

le nuove generazioni son chiamate ad apprendere con sani stimoli

il rispetto è capire, trasformare, abbracciare con l’amore che allevia.