17/08/18

Lieta la notte passava

onde ricordavano gocce di sale

rocce arginavano e cantavano grilli

in lontananza luci di case,

contarono le dita , si scopri’ che

gli anni non sono distanti,

mossi sul tempo ma sempre qua siamo

giriamo per ritrovarci e respirare.

Vi ho visto litigare per un possesso

illusi che nulla potrà mai cambiare

voi due a cercare l’uscita dal vortice

remavate in direzioni uguali e contrarie,

invano l’uomo cadde nell’odio di sé

la donna cercava spiragli nel cielo

un altro giorno e sempre gli occhi a tacere,

i pescatori sull’ormeggio, una bicicletta ed il sole.

Sul cemento un fiore s’abbronza disteso

la candida pelle che muta è appassita,

in tanti a solcare acque sporche di fogna

ma non si vede che il bello ed i sorrisi scambiati,

accarezzare le mani di chi non hai baciato

sapere che c’è il modo di ingannare ideali

aspettare che l’ombra si muova per spostarsi

guardarti andare via a passi lenti sul prato;

veloce è il momento che sfugge come un pesce

nelle reti non quello, noi intrappolati,

boccheggiando in una vita che non c’appartiene

a galla i desideri ci controllano fragili.

Vola alta nell’azzurro tu stella scompari

il tuo ricordo turba e va bene così

mi chiedo che cosa rimanga

forse un’impronta sul letto del fiume.

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