03/08/18

Maestosa valle di transumanza e scambi antichi

natura manifesta la sua forza nelle inospitali aspre vette

respiro infinito incontaminato e selvaggio

lo scontro eleva alla comprensione, melodia di brughiera

impotenza sublimata dalle nere nuvole di pioggia:

scendendo fra la gente percepi’ l’umana sofferenza.

Ti ho vista incatenata, tu Aquila non volasti quel giorno,

la terra chiese indietro le rocce

e i corpi di chi nel sonno rimase a volteggiare,

la pressione fu alta, rapida manco’ ed il suolo già barcollava,

urla, grida, suoni d’ambulanza,

speranza di tacere quel tumulto

le lacrime sgorgavano più delle fonti copiose,

ciò che prima c’era mai più tornerà

la fragilità non verrà facilmente dimenticata.

Molti si strinsero, aiutarono spinti da naturale empatia

ma anche nella tragedia mangiarono dal piatto dei poveri,

ladri ieri come oggi, nove anni,

ovunque macerie, un grande cantiere,

edifici testimoni di devastazione e avidita’.

Ora, poco a poco le strade si ripopolano

voci sussurrano e la memoria viene taciuta:

risorgete dalle ceneri,

non dimenticate che la calamità vi ha reso uguali,

ritornerà vita sopra questo grande cimitero.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s