14/07/18

Poche olive, stagione fredda in inverno

la terra ripassa sotto i piedi

immagini nel cielo,

occhiate e saluti a due ruote mobili

l’addobbo, l’aspetto e le forme attraggono

come primordiale stimolo o negligenza,

l’inconoscibile magnetico nell’intelletto scivola

il corpo propaga e già si è vicini,

delicatezza di spirito si fa portatrice

sottile nel riposo apre spiragli rapida.

Fui portato ad annebbiare i rami rinsecchiti

a tacere le nuvole ed il subbuglio,

le malghe, la sabbia e le cicale

accompagnavano la via ed il nostro cuore,

lunghi balzi nel vuoto a seguire il buio,

non servi’ una parola per ricevere domande

soli a riguardare le figure

ed il mistero ad avvolgere la ragione.

Solitudine dalle mille storie in tanti

qua dentro al pozzo solo pochi risalgono

chi le scale intraprende non trova case

accecante è la luce che riflette sugli specchi.

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