06/06/18

Resiste forse con affanno la lontananza un tempo valle,

fitta foschia s’alza come rossi teli del teatro

appare l’antico bacio ancora non dato, labbra si sfiorano,

un sospiro ed in mezzo il vento condiviso del passato.

Il mare, palme, l’ombra dal caldo di giugno

poche alici dentro la rete si stringono,

pelli levigate dal sale dipingono sorrisi di vita,

gli eventi esigono questo corso e nulla schivano,

condizione d’esistenza profonda nei tratti capita.

Calma al mattino e poche chiacchiere la sera,

si inspira, ritornano le boccate grandi d’aria pulita,

offrono le mani il non scorrere del tempo,

un bastone che s’appoggia su lisci sassi mai tondi

ed il ritmo scandito su terra dalle zappe.

Normalità, forzata, da molti costruita,

sono squadre che convergono in chi sicurezza va cercando,

s’ammorbidisce il giudizio nelle perversioni sane delle curve,

tre i vortici, sorreggono

ed al comune vivere riconsegnano.

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