03/05/18

Gia' vecchio a vent'anni
trovavo me tra genti sforzandomi.
Sempre quell'istinto, pulsione
che dalla terra natale mi fece muovere, 
si ripresenta esigente.
All'istante in cui trova espressione
vien trasformandosi
cedendo posto alla necessita' di condivisione,
tenuta a braccetto.
Caotico questo continuo fluire
mai se non in selvaggi sguardi
fermato al contatto ricercato.
Osservo e son inerme
cerco, divengo muto di parole
ascolto, il corpo non risponde,
accetto questa condizione, fatale 
tanto che non sento alcun controllo sulla vita
eppure la fuori se ne trovan di persone,
ferree innalzando il pugno contro il cielo
fan di idee grandi monumenti,
io, umile arrogante son sempre
nella lotta e nel ridere
a versare acqua in un bicchiere
che non sara' mai pieno
se non di aria invisibile ed irresistibile
la qual prende forma al luccicar delle stelle.
Lunghi percorsi come alti cipressi
arrivan a scorgere nel lontano orizzonte
che il cambiamento torna
sovrastando cio' che non muove.

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