22/01/18

L'uscio aperto e luce entrava

tardo che ero nel mio cuor esitavo.

Dove fui in quel pomeriggio caldo

nel mentre il sole picchiava sulla testa

mai scopri' ma seppi che all'angolo di umanita' mia

apparve una dolce mano che in silenzio cercavo.

Stanco come solo ero nel rammento, riguardai,

nel mentre salivo la costanza del vento seguitai,

l'occhio che la nebbia fece alzare

piovve in lacrime al rapido dipanare,

la maesta' la' fissata cadde in terra, chiara

l'umilta' che il volto nascondeva il gregge ricordava,

chi visse non fu il corpo ma il sottile abbaglio

che alla vista presto' un miraggio.

Il pensiero leggero che a meriggio muove

con sibilo muto si poso' su idee nuove.

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